Riconoscere di non poter bastare a noi stessi ci aiuta davvero a pregare.

Davanti a noi sta il Crocifisso che, non volendo schiodare le sue mani dal legno per tapparsi le orecchie, è capace di ascoltare ogni cosa che desideriamo affidargli. Lì, davanti a quelle braccia aperte, davanti all’accoglienza di un creatore che soffre come una sua creatura, scopriamo la fortuna di essere umani: vulnerabili, fallibili, insufficienti a noi stessi… e bellissimi!

Chiedere, cercare e bussare non sono solo consigli ma sono lo stile da assumere nell’esistenza: quello del pellegrino, del forestiero, del povero. La prospettiva è una soltanto: donarsi completamente agli altri.

Beati noi, rabdomanti di pienezza, perché possiamo conoscere sempre più Gesù, l’Emmanuele, il Dio con-noi, come-noi, per-noi!