Il rischio che ci rende simili a farisei e dottori della legge è quello di pervertire la quotidianità, complicando le cose semplici fino ad imprigionarci in gabbie che noi stessi abbiamo costruito.
Vedere la fede come un dovere avvelena anche le cose più piccole, come le erbe aromatiche che profumano i nostri piatti o il saluto che ci rivolgiamo ogni giorno: diventiamo giudici spietati, lasciandoci dietro solo odore di morte. Se tutto fosse un dovere, Gesù avrebbe scommesso, come ha fatto, sulla nostra libertà? Si sarebbe donato in una maniera diversa rispetto al poco pane e poco vino che ha scelto per farsi parte di noi?
Beati noi, affamati di semplicità, perché la libertà vive nel ribellarsi, guidati dallo Spirito, all’inquisitore spietato che ci costringe a dire “devo” e non “scelgo”!