È bello pensare che, in un giorno in cui ricordiamo la Madre, Gesù ci consegni le parole da rivolgere al Padre.

Il suo nome benedetto e la speranza della sua presenza nella vita di ogni giorno; il perdono ricevuto e dato, impastato con il profumo del pane che invade la casa; la richiesta di non lasciar nessuno preda di quell’inferno che sono la tentazione dell’autonomia, dell’autoreferenzialità e della solitudine che non hanno il sapore né di famiglia né di Chiesa.

È bello pensare che Gesù abbia imparato a pregare così, guardando Maria e il suo stile di essere madre pienamente umana (non la semi-divinità o l’idolo pagano sul piedistallo che spesso invochiamo…).

Beati noi, cuccioli nella fede, perché la strada da compiere sul sentiero della nostra umanizzazione è ancora lungo!