Questa parola non è un invito alla missionarietà aggressiva, alla predicazione moraleggiante o al gioco della profezia sul futuro di una società che ha smesso di credere nella maniera a cui siamo stati abituati.
È piuttosto un invito a uscire per le strade e testimoniare il vangelo con la nostra vita, attraverso piccole scelte di prossimità, di accoglienza, di bontà. Siamo solo servitori, inviati a invitare. Siamo gente che può soltanto mostrare la strada che porta a una festa in cui la gioia è pura condivisione; quel regno che ha il volto della Chiesa e i vestiti impolverati di chi, buono o cattivo, è invitato.
Beati noi, missionari senza battello, perché possiamo scegliere di indossare il più bel vestito nuziale, quello di ogni persona che incontriamo, per andare insieme alle nozze!