Come frate responsabile del “Centro Carità” qui alla Spezia, ho un solo grande obbiettivo…
Tre anni fa, quando frate Enzo mi propose di venire alla Spezia per dare una mano in Mensa, cercai in rete alcune immagini del convento per orientarmi. Mi colpì la chiesa immersa nel verde e mi chiesi come un convento cittadino potesse trovarsi in un luogo così. Arrivato l’11 febbraio 2023, compresi che anche il fotografo aveva fatto la sua parte.
È iniziata così la mia esperienza al “Centro Carità” del Convento-Santuario di Gaggiola, prima accanto a frate Almiro e poi come responsabile. Qui non c’è mai tregua, ma si combatte con le armi della pace: è un luogo complesso, ma profondamente segnato da serenità e accoglienza.
Ogni giorno accogliamo circa un centinaio di persone, insieme a numerosi volontari che dedicano con generosità tempo ed energie. Il servizio comprende ascolto, mensa quotidiana, docce con cambio biancheria, guardaroba, distribuzione settimanale di pacchi viveri e aiuti alle famiglie in difficoltà. A questo si aggiungono i tanti progetti per le cure mediche, il reinserimento abitativo e lavorativo, oltre ai continui lavori strutturali per rendere gli ambienti sempre più funzionali e accoglienti.
Non mancano le spese, la gestione delle donazioni, gli impegni organizzativi, le relazioni pubbliche, le interviste e persino la complessa gestione dei rifiuti. È un’attività intensa, senza stress, sostenuta da un clima di fraternità, da tanto lavoro e da tanta gratitudine, accompagnata anche dai semplici piaceri della convivialità.
Tra le lezioni più preziose, ricordo le parole di un ospite: «Devi lasciarti guidare». È diventata per me una vera scuola quotidiana, con l’obiettivo di imparare, crescere e rinascere. E una certezza mi accompagna: se voglio essere davvero felice, devo lasciare tutto, donarlo ai poveri e seguire il Signore.
