“Lo zelo per la tua casa mi divorerà”. Gv 2,17.

Questa domenica celebriamo la dedicazione della basilica lateranense cattedrale di Roma, simbolo della fede dei cristiani dei primi secoli. San Giovanni in Laterano è la madre di tutte le chiese di Roma e del mondo. É stata la prima basilica costruita da Costantino dopo l’editto del 313 che diede ai cristiani la libertà di praticare la loro religione.

Il tema delle letture è il tempio, i primi cristiani sentirono la necessità di costruire tempi dove dedicarsi al culto di Dio. Gesù nel vangelo ci dà il significato più profondo del tempio. Gesù è a Gerusalemme per la pasqua dei giudei, e nel tempio compie un gesto profetico, scaccia fuori i venditori di buoi pecore e colombi, e i cambiamonete. Gli animali venivano usati per i sacrifici, le monete venivano cambiate perché non si potevano utilizzare monete con l’immagine di altri dei come erano quelle dei pagani. Gesù dice: “non fate della casa del Padre mio un mercato”, questo è il rimprovero, il richiamo forte, il luogo dove si incontra Dio è diventato luogo di commercio.

Richiamo più profondo a non vivere la relazione con Dio come un dare e un ricevere come nella compravendita, ma nella più totale gratuità anche perché ci troviamo totalmente sbilanciati davanti alla grandezza dell’amore di Dio che ci supera e a cui non avremo da ricambiare secondo le nostre possibilità e capacità, ma solo da ricevere e accogliere. I giudei davanti al gesto di Gesù chiedono un segno per poter fare tali cose, come dire tu chi sei per fare questo? E la risposta di Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” una risposta che va oltre la comprensione dei presenti e che gli stessi discepoli comprendono alla luce della risurrezione. Gesù parlava di Sé, del tempio del suo corpo.

Alla luce della nuova Pasqua del Signore Risorto comprendiamo chi è il vero tempio, è Gesù stesso, Colui attraverso il quale incontriamo e dimoriamo nel Padre, che ci permette un’autentica esperienza di Dio. In Gesù nuovo tempio veniamo introdotti nella relazione più profonda con il Padre, è Gesù colui che prega il Padre, Colui in cui il Padre si compiace perché si è donato per amore.

Sorelle Clarisse Monastero Porto Viro