L’immagine della porta che Gesù usa vuole essere un invito a fermarci di fronte a quei passaggi della vita che, come accade al re Ezechia nella prima lettura, ci colgono all’improvviso e ci fanno vacillare, gettandoci nella sfiducia e nello scoraggiamento.

Entriamo per la porta stretta, cioè assumiamo la forma della vita di Gesù che vince il male lasciandosi inchiodare sulla croce. Entriamo per la porta stretta della sapienza di Dio con confidenza, con la preghiera, certi che lui ci sostiene anche quando ci assale lo scoraggiamento di fronte alle cadute e agli sbagli quotidiani.

Chiediamo il dono di occhi capaci di discernere i passi da compiere per una relazione più autentica e profonda con il Signore che solo ci salva.