Nei secoli abbiamo imprigionato Dio nel più alto dei cieli, facendone una figura così lontana e inarrivabile da esserci convinti che abbia poco a che fare con il nostro vivere quotidiano.
Eppure, nella storia di Gesù di Nazareth, ha scelto la nostra carne, così fragile e bella, per esserci prossimo! Torniamo a conoscere Gesù, vero Dio e vero umano, nel suo essere in mezzo a migliaia di persone, mentre parla un linguaggio che ognuno può capire: cinque passeri e due soldi, lievito e capelli, paura e ipocrisia. Egli abita le nostre case, fatica nei nostri luoghi di lavoro, piange nei nostri ospedali, sorride nei nostri asili.
Beati noi, cercatori di Dio, capaci di vedere come il Signore si sia liberato delle catene celesti per parlare la nostra lingua e camminare a passo d’uomo!