
Vi racconto i miei quindici anni di vita alla sequela del Signore, nel pieno di quella che definisco la mia nuova adolescenza spirituale, talvolta ribelle.
Sono trascorsi quindici anni da quando, insieme ad altri cinque confratelli, ho professato per la prima volta la Regola e la vita dei Frati Minori. Ho sempre considerato questa scelta come una “nuova nascita”, un cammino che porta a pienezza la vocazione battesimale e che, come ogni crescita, attraversa diverse fasi, compresa quella dell’adolescenza spirituale.
I primi sei anni li ho vissuti nello studentato di Verona, tra lo studio della teologia, la conoscenza di me stesso e la vita fraterna. Sono seguiti cinque anni a Milano, immerso nelle attività di segreteria e della mensa, cercando di conciliare i numerosi impegni con il desiderio di crescere nella sequela del Signore.
Da quasi quattro anni mi trovo alla Spezia come responsabile del Centro Carità. Anche qui continua la mia scuola di vita e di fede, tra il desiderio di obbedire alla volontà di Dio e quella ribellione che talvolta mi spinge a programmare e agire contando soltanto sulle mie forze.

Le responsabilità crescenti alimentano progetti e desideri, ma anche ansie e frustrazioni quando non riesco a realizzarli. Eppure, il Signore continua a richiamarmi attraverso la sua Parola: «Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri». E ancora: «Affida al Signore la tua via, confida in lui ed egli agirà».
Queste parole mi ricordano che non tutto dipende dalle mie capacità e dai miei progetti, ma dalla fiducia in Colui che guida il mio cammino.
Così, nel turbine di desideri, entusiasmi, fatiche e contraddizioni di questa mia adolescenza spirituale, ho trovato la Via nella quale desidero continuare a camminare: quella della fiducia e dell’abbandono al Signore.