
Tra grazia e gratitudine
L’estate 2026 ha regalato a fra Bruno Miele due traguardi speciali: 75 anni di vita e 50 di sacerdozio. Una storia lunga, ricca di volti e guidata da una Provvidenza che scompagina i piani per tracciare sentieri inaspettati.
Cresciuto in una famiglia numerosa e fervente, quinto di otto figli, con due fratelli maggiori missionari salesiani in Thailandia e Madagascar, fra Bruno lascia la casa natia a soli dieci anni. Da lì comincia un’avventura vocazionale attraverso i seminari di Chiampo e Lonigo, il noviziato a San Damiano in Assisi e gli studi teologici a Verona, fino all’ordinazione sacerdotale, il 18 settembre 1976 a Spinea.
Un anniversario importante celebrato in tre tappe simboliche: a Spinea con la famiglia, a Saccolongo con i confratelli, in omaggio al ricordo del compagno di studi fra Camillo Bianchin, e a Villa Verucchio con la sua fraternità.

Ripercorrendo questi cinquant’anni, fra Bruno guarda alle proprie fragilità ma riconosce con gioia la presenza costante di Dio, vero protagonista della sua vita. Una consapevolezza che oggi si traduce in due parole semplici e profonde che guidano la sua preghiera quotidiana: GRAZIE per ogni dono ricevuto – la vita, la vocazione e le persone incontrate – e PIETÀ per le proprie povertà.
Con il cuore felice di sapersi figlio amato, fra Bruno continua il suo cammino con la serenità e la semplicità che da sempre contraddistinguono la vita francescana.