Da oltre un anno e mezzo vivo nel convento di Sabbioncello “in pensione”, dopo 48 anni di missione nel Corno d’Africa. Mi è stato chiesto cosa faccio oggi, e provo a rispondere.

Anzitutto continuo a rimanere spiritualmente attivo verso le diocesi di Mogadiscio e Gibuti, soprattutto attraverso la preghiera e l’offerta della Messa domenicale per le terre di missione. Celebro inoltre Messe, ascolto confessioni e amministro Cresime quando richiesto. Mi tengo informato sulla situazione politica, economica ed ecclesiale attraverso i social e non mancano interviste, contatti e richieste di consiglio da parte di persone incontrate negli anni.

Sto anche scrivendo alcune memorie, I miei anni nel Corno d’Africa, su invito di amici di Caritas Italiana, mentre prosegue la collaborazione con la Comunità Missionaria di Villaregia.

L’impegno principale resta però quello con la Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni (CICM) e con la Caritas. Sono vicepresidente della CICM, con sede a Ginevra, fino a novembre: un servizio svolto soprattutto attraverso incontri online mensili con realtà di tutto il mondo, sul tema dei migranti, rifugiati, sfollati e nuove forme di tratta.

Parallelamente continuo il mio incarico come presidente di Caritas MONA (Medio-Oriente e Nord Africa), eletto prima delle mie dimissioni episcopali nel 2023. Il mandato durerà ancora due anni e comporta viaggi, incontri internazionali e il coordinamento delle 14 Caritas nazionali della regione. Tra le esperienze recenti, anche missioni in Bahrein e Abu Dhabi per promuovere la nascita di nuove Caritas locali.

Svolgo questo servizio con gioia, perché mi mantiene vivo e mi permette di continuare a servire la Chiesa e la società, nella speranza di poter proseguire ancora per i prossimi anni, salute permettendo.