Sì, sei proprio tu, piccolo bambino, il messia che tanto ho atteso! Lo Spirito me lo garantisce, non tanto la mia saggezza di anziano, perché umanamente le apparenze direbbero tutt’altro.
Ti hanno portato qui due umili genitori, che hanno dato al tempio l’offerta dei poveri, fragile creatura che percorri il cammino di tutti noi mortali, che non risparmierà né a te né a tua madre la spada del dolore. Ma è proprio così, entrando nelle tenebre della nostra esistenza, morte compresa, che tu ci riscatterai, sarai luce di vita per chi ti accoglie nella fede.
Anch’io oggi ti prendo tra le braccia con questi sentimenti: in questi istanti ti sostengo, fanciullino, ma sei tu, Dio glorioso, che sorreggi la mia vita e mi spalanchi le porte dell’eternità. Quando risorgerai, sarò là ad aspettarti.