Nella storia, agone e agonia per l’umanità, Dio da sempre ha scelto di sporcarsi le mani fino a donare il Figlio.
L’umano ha provato ad inseguire la sua presenza: re, sacerdoti e profeti, vedove e orfani, poveri, storpi, zoppi e ciechi hanno testimoniato il suo passaggio. Anche involontariamente. E noi? Come facciamo a non riconoscere, mentre affondiamo nell’apparente trionfo della malvagità che abita il mondo, il suo esserci nelle piccole cose? Sapienza è gustare: il sapore è dato dalla quantità giusta di sale. Basterebbe cibarsi della realtà, che è eucaristia, come fece Giovanni da Capestrano, profeta del suo tempo.
Beati noi, sommelier della presenza, perché non abbiamo bisogno delle previsioni del tempo per sapere da che parte tira il vento dello Spirito!