È bello pensare alla nostra vita come ad una lunga veglia; non una di quelle con i flambeaux, le chitarre e i canti dei santuari; non quella angosciosa di una madre che aspetta di notte un figlio che non ritorna…
Pensiamo piuttosto alla veglia che si fa all’aeroporto o in stazione, nell’androne di casa o in piazza quando ci si dà un appuntamento a cui non si vuole mancare. La veglia degli innamorati, che aspettano con il cuore in gola l’abbraccio di chi si ritrova! Come non attendere così il ritorno del Signore? Farci trovare ancora svegli, non seduti né sdraiati sulle nostre certezze e i nostri si è sempre fatto così, per imparare nuovamente da lui, vedendoglielo fare, l’atto umano e divino più bello: il servizio.
Beati noi, pazzi d’amore, perché possiamo fare della nostra vita un’attesa gioiosa!