Ho corso più velocemente perché più giovane di Pietro, ma gli ho lasciato la precedenza all’entrata del sepolcro: sto facendo esercizio di umiltà.

Il maestro chiamava me e mio fratello Giacomo figli del tuono: aveva buoni motivi. Ho impedito di agire a un esorcista che cacciava i demoni nel nome di Gesù, perché non era dei nostri. Ho invocato dal cielo un fuoco che distruggesse i Samaritani poco accoglienti. Abbiamo avuto l’ambizione di un posto d’onore nel regno glorioso coinvolgendo anche nostra madre nella richiesta. Ma presso la croce ho compreso di quale gloria parlasse Gesù: era quella l’ora in cui regnava, elevato da terra e attirando tutti a sé.

Ci ha amato sino alla fine donando tutto: la Madre, l’acqua e il sangue, lo Spirito. Devo raccontarlo nel mio vangelo!