Per i farisei, i perfettini della fede, il dovere è, idealmente, garanzia di relazione con Dio; ma, all’atto pratico, è schiavitù per loro stessi e quanti hanno attorno.
Gesù invece è libero, perché figlio, e può vivere il dovere come guarigione, liberazione, primavera. Dribblando l’obbligo della sosta settimanale per compiere un gesto che ridona vita, il Signore svela il senso più vero e profondo del sabato: il riposo di Dio è la gioia nel godere con le proprie creature. È raccolto insperato dal terreno che siamo e che, spesso, consideriamo sterile. Dio ha un’incredibile fiducia in noi!, diceva un profeta. E quella fiducia non ha scadenza.
Beati noi, gobbi drizzati, perché il precetto non è più inverno ma festa di fioritura: sfortunati nel dovere, fortunati nel suo amore!