L’apostolo Paolo è colmo di gratitudine verso i cristiani di Tessalonica perché, dopo essere stati amati e scelti dal Signore, rispondono alla propria vocazione con l’operosità della fede, con la fatica della carità e con la fermezza della speranza.

Riecheggia in queste parole la preghiera di san Francesco davanti al crocifisso di S. Damiano: «Alto e glorioso Iddio illumina le tenebre del cuore mio; dammi fede diritta, speranza certa, carità perfetta».

Le tre virtù teologali, cioè provenienti da Dio, sono dono da accogliere, custodire e trafficare. Esse ci conducono continuamente verso Dio, pienezza della nostra vita.