Così Gesù non ci ha risposto: onestamente, ce lo meritavamo!
La nostra richiesta di sapere con quale autorità facesse certe cose poteva sembrare legittima: lui, ultimo arrivato con un solenne ingresso in città, anche se sul dorso di un asino, aveva cacciato i venditori dal tempio, poi si era messo ad insegnare e compiere anche guarigioni. Ma la nostra domanda non partiva da una ricerca autentica di verità, ma dalla paura di veder intaccato il nostro potere di dominare le coscienze, nella presunzione di essere gli unici giusti. Per questo non abbiamo dato retta alle parole di Giovanni che invitava alla conversione: roba per gente ignorante e peccatrice, non per noi.
Eppure ripensando al motivo che ci ha fatto dire di non sapere, comincia a farsi strada l’idea che siamo degli ipocriti.