Inzuppato di concretezza: dalla mangiatoia al sepolcro, dalla strada alla sinagoga, dalla bottega alla tavola, Gesù Cristo non si è mai chiamato fuori dalla realtà sociale, culturale e religiosa in cui viveva.
Conosceva l’attualità, rileggendola e raccontandola con le parabole, utilizzando nel raccontarle il linguaggio lavorativo di chi aveva il coraggio di ascoltarlo.

Questo suo stile ci insegna ad accogliere le nostre giornate come terreno fecondo per incontrare il risorto e ritrovare noi stessi, capendo che nonostante le fatiche e gli intoppi, un bene ci precede e ci aiuta a fiorire… aspettando amorevolmente le tempistiche di ciascuno.

Beati noi, germogli di eternità, perché siamo chiamati a crescere al giusto ritmo delle stagioni della vita, esattamente là dove siamo stati piantati!