Quanto ci pare inutile morire a ventiquattro anni dentro a un monastero; quanto ci risulta smielata una spiritualità della piccolezza che parla della dolcezza e della cura di un Dio che ci invia come agnelli in mezzo ai lupi.
Eppure, la sfida che tutte e tutti siamo chiamati a vivere qui e ora, nell’epoca del tutto e subito, è proprio la stessa che affrontò anche santa Teresina: non credere all’abbaglio del possedere (cose, persone, relazioni) e dell’imporsi ad ogni costo, con idee o azioni eclatanti, ma fidarsi del fatto che solo accogliendo e condividendo il poco che siamo potremo scoprire che noi stessi costituiamo, abitandolo, il regno di Dio.
Beati noi, inquilini amati, perché abbiamo la possibilità di guardare più all’abbondanza della messe che alla scarsità degli operai!