La correzione fraterna non è mai un percorso semplice.
Anzitutto deve nascere davvero in una dimensione fraterna: stima, fiducia, affetto sincero, profonda amicizia. A volte basta una parola non detta bene per far rimanere male l’altro o per reagire noi in maniera eccessiva. Quindi parla, se l’altro ti ascolta sarà perché è passata l’idea che per te il fratello è un guadagno, è prezioso. Fare il primo passo verso l’altro contiene già questo messaggio: tu per me sei un tesoro non ti voglio perdere.
Di solito siamo bravi nel coinvolgere più persone per parlare alle spalle di chi ha commesso un errore; proviamo invece a dire bene di loro, perché stiamo parlando dei nostri preferiti. Ci comporteremo come Gesù che preferiva gli esclusi, creava legami con loro e si immedesimava in loro.