Chi diverrà la terra di cui è impastato sarà fecondo.
Abbandoniamo l’idea secondo cui umiltà vuol dire annientamento di sé, un’idea che ha prodotto danni incalcolabili. Cos’altro ha fatto Gesù Cristo se non essere terra buona e grassa, terreno da grano e vite, orizzonte da raccolto grazie a cui noi umani camperemo per sempre? Tornare terra è tornare allo stadio creaturale, per essere seminati a speranza, anche dopo i duri inverni in cui la vita ci ha dissodato. Tornare a gustare le stagioni dell’esistere al ritmo di ciascuno, imparando ad amarci misericordiosamente come ci ama Dio. Anche quando ci sentiamo terreno incolto… in realtà siamo maggese.
Beati noi, semi di umanità divina, perché il contadino dell’assoluto non vuole sradicare, ma solamente irrigare!