Dal canestro dove stavamo con i pochi pesciolini potevamo vedere lo sguardo smarrito di Filippo e Andrea dopo le parole di Gesù intenzionato a dar da mangiare a quella moltitudine.
Effettivamente eravamo ben misera cosa ed era comprensibile lo sconcerto dei discepoli. Comunque ci hanno messo nelle mani del maestro, fiduciosi che avrebbe risolto il problema. Sapete come è finita: da quelle mani si sprigionava una forza moltiplicatrice che da sette ci ha fatto diventare settemila e oltre, tant’è che molti pezzi sono avanzati. E mentre venivamo distribuiti in abbondanza, ci siamo resi conto che Gesù non bada se quello che gli si affida sia poco o tanto: guarda piuttosto se è tutto quello che uno può donare in quel frangente.
Perché allora, in quel gesto, assieme alle cose gli si affida la vita.