Mi sono presentato a Gesù con la mia miseria e la mia fede, senza alcuna pretesa, mi sono abbandonato alla sua volontà: «Se vuoi, tu puoi…».
E la sua risposta è andata al di là di ogni aspettativa: mi sarei accontentato di un gesto da lontano, vista la mia situazione. Invece ha infranto ogni barriera, mi ha toccato, ha sottolineato il suo desiderio di vedermi guarito: «Lo voglio!». Non era qualcosa datomi per degnazione, dall’alto della sua maestà, ma un dono che veniva dal suo cuore, ricco di compassione, senza far pesare il gesto.
E ora che vado a presentarmi ai sacerdoti perché riconoscano la mia guarigione e mi riammettano nel consorzio dei viventi, sto pensando che ciò sia potuto accadere perché ha preso su di sé tutte le nostre infermità, per sconfiggerle definitivamente.