«Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno» ci fa pregare un salmo. La fame di guarigione ci fa rompere gli indugi, ci spoglia del timore e dal riserbo.

La prospettiva che Gesù oggi ci propone è liberante: nulla di ciò che viene dal di fuori ci rende impuri.

Se proviamo ad ampliare l’orizzonte passando dal cibo alla mentalità corrente, intuiamo che non è il mondo ad essere impuro e non è la società a renderci malati, ma è piuttosto il nostro modo di stare dentro ai contesti che viviamo a fare da discriminante. Quale uso facciamo delle relazioni, del denaro, dei social, del creato? Viviamo tutto nella logica dello sfruttamento o piuttosto in quella del dono, della condivisione, del bene comune?

Qui entra in gioco il nostro cuore, inteso non come l’insieme dei nostri sentimenti, ma come la capacità di discernere e scegliere; proprio qui possiamo decidere di vivere da puri di cuore, capaci di vedere Dio nelle pieghe della storia.