Anche sabato scorso si parlava di una vedova, nel tempio di Gerusalemme. Io sono invece in periferia, addirittura fuori dei confini.
Siamo distanti, ma penso ci accomuni la fiducia che abbiamo nella provvidenza. D’altra parte anche Elia non è da meno: rimasto secco il torrente, Dio lo invia non a qualche persona facoltosa, ma a me, povera vedova e per di più straniera. Egli non obietta e obbedisce, mettendosi in cammino.
Il nostro è stato un incontro tra poveri che hanno sperimentato la potenza della fede. Il mio scoraggiamento iniziale, che era ben comprensibile, è scomparso quando il profeta mi ha detto di non temere e io gli ho dato credito.
L’abbiamo accolto, io e mio figlio, nella nostra casetta, e il pane non è mancato. E la giara e l’orcio ne erano fieri.