L’irrompere del risorto tra i discepoli, dopo aver ascoltato il racconto dell’incontro dei due di Emmaus, crea paura e spavento, come succede davanti a una cosa inaudita e tanto grande.

Alla paura segue la gioia, ma a volte anche la gioia è tanto grande che quasi non ci si crede; si ha quasi paura a lasciarsi andare, si resta frenati dal timore che possa non essere vero. Timore e gioia afferrano i discepoli. Gesù comprende e si fa prossimo: si fa toccare, mangia pesce arrostito, li rassicura con gesti semplici e concreti.

Richiama i discepoli a quella scrittura tante volte ascoltata e condivisa, che ora essi possono comprendere nella sua pienezza, riascoltando quanto Gesù aveva annunciato mentre ancora era con loro.
Essi nella Pasqua riconoscono il compimento della scrittura.