Di fronte alla vita possiamo assumere due atteggiamenti opposti tra loro: quello di chi la vita se la deve conquistare, oppure quello di chi riconosce di riceverla in dono.
Nel primo caso, come avviene per i discepoli, ci si fermerà a considerare la realtà a partire dalla mancanza, che viene percepita come incolmabile. Nel secondo caso si inizierà a considerare quello che si ha. Quei cinque pani e due pesci i discepoli nemmeno si ricordavano di averli.
Forse era così anche per quella folla. Solo sedendosi a gruppi e tirando fuori quello di cui ognuno è portatore, avviene il miracolo di una condivisione moltiplicata.
Allora, più che vedere ciò che ci manca, ci accorgiamo dell’abbondanza di beni e soprattutto di bene di cui siamo colmati ogni giorno.