Perdonaci Signore, tu non vuoi pubblicità, ma noi non siamo riusciti a far silenzio su quello che è avvenuto: troppo grande è la nostra gioia perché la possiamo tenere dentro di noi, vogliamo parteciparla perché diventi bene comune.

Prima dovevamo camminare a tentoni, a volte sorreggendoci a vicenda nella nostra cecità; avevamo però sentito parlare di te, di quello che dicevi e che facevi, proclamando beati i poveri, ma anche guarendo i malati. In noi s’è accesa la speranza, ti abbiamo cercato e invocato con quella fede che apre il tuo cuore ad agire, ed eccoci qui ora, capaci di vedere la luce del sole, ma anche illuminati del profondo di noi stessi per scorgere ciò che conta.

Come dice la volpe al Piccolo Principe, non si vede bene che col cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi.