Non avevo messo in discussione l’indegnità tipica della mia condizione di cananea, cioè di pagana. Non avevo osato nemmeno pensare che quanto chiedevo mi era dovuto, non avevo alcuna pretesa.

Però non mi sono data per vinta quando il maestro me l’ha ricordato; al contrario, fatta forte della mia condizione, ho detto a testa alta: «Signore, anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei padroni».

Non so bene ciò che è accaduto dopo. Ricordo solo che lo sguardo di Gesù si è fatto luminoso e compiaciuto, come se le mie parole avessero allargato il suo orizzonte.