Ero felice di poter essere per Gesù un comodo guanciale su cui riposare: ne aveva ben diritto, dopo una giornata sfibrante sul lago, assediato dalla folla, sempre pronto a guarire e a donare la luce della sua parola.
Ma il suo sonno è durato poco: quei guastafeste lo svegliano perché han paura di affondare: si sono già dimenticati di tutto quello che hanno visto e sentito dal maestro, lo vedono addormentato ignaro della situazione. Ma non hanno ancora capito che quell’uomo stanco, bisognoso come loro di dormire, è anche il Figlio di Dio, di colui, dice il profeta Amos, «che ha fatto le Pleiadi e Orione, che cambia il buio in chiarore del mattino, che comanda alle acque del mare e le spande sulla terra».
Ed egli ha posato il capo su di me: sono un cuscino fortunato!