La mia nascita ribadisce che ogni vita umana affacciandosi al mondo porta nel suo mistero una chiamata di Dio.
Gesù stesso mi ha definito «il più grande tra i nati di donna» e, se il bel giorno si vede dal mattino, i miei inizi non potevano passare inosservati. C’è stata quasi una gara per darmi il nome: prima Gabriele l’ha indicato a Zaccaria. Poi mia madre ha ribadito che dovevo proprio chiamarmi Giovanni (Dio fa grazia) e infine mio padre, ancora sordomuto, l’ha addirittura scritto.
Ma la più bella chiamata non si è servita di parole o di scritti: è bastata la semplice presenza di Maria con il Figlio nel grembo. Il mio sussulto di gioia era la disponibilità a servire la giustizia e la verità e il primo riconoscimento della grandezza di colui a cui avrei aperto la strada.