Il Signore è consapevole che non è sufficiente leggere e conoscere la scrittura, ma è necessario fare il passo della fede che permette a quelle parole, a quella parola, di trasformare la vita.

Anche noi possiamo accontentarci di leggere il racconto di colui che è risorto dai morti, lasciando che rimanga un semplice racconto. Alle parole trasmesse dalla Chiesa nascente attraverso gli evangelisti, siamo invitati a prestare quella fede che ci è stata testimoniata da tanti nei secoli e nei nostri giorni: solo così l’annuncio di vita e misericordia non lascia la nostra esistenza indifferente.

Metterci in ascolto, meditare, lasciarsi interrogare e destabilizzare dalla scrittura non è semplice, ma non c’è altro modo per intraprendere la via verso il bene.