Il vangelo mette in scena vari personaggi e ci provoca a riconoscere qualcosa di noi in ciascuno di loro.

C’è questa donna, malata da anni, che non riesce a stare diritta. C’è un capo della sinagoga che paradossalmente si sdegna per la guarigione operata da Gesù, per il solo motivo che non è stata compiuta nel giorno giusto! C’è una folla che è divisa fra lo sdegno del capo della sinagoga e la meraviglia per il miracolo di Gesù. E infine c’è lui, il Signore, che nonostante le ombre del cuore umano, malattia, sdegno, ipocrisia, manifesta una chiara e ferma volontà di bene e di libertà nei nostri confronti, portandoci a riconoscere i pesi da cui siamo piegati, i nostri scandali spesso ipocriti, i nostri compromessi a volte codardi.

Affidiamo tutto al Signore, che ci vuole liberi di vivere!