Questa è bella: mi chiamate Maestro e poi pretendete che io faccia quello che volete voi! Si invertono le parti: ne sapete più di me!
Parlo della mia passione e morte e voi due pensate ai posti di onore. Vi invito a donare e a servire, e gli altri dieci che si sentono tagliati fuori dai privilegi insorgono con invidia. Mi dà proprio l’idea di un discorso ai sordi! Dovrò avere molta pazienza con voi, più grande di tutte le vostre resistenze e le vostre incomprensioni. Grazie al cielo la mia parola è potente e porterà il suo frutto.
Tra qualche secolo sant’Agostino scriverà nelle sue Confessioni: «Eri con me, ed io non ero con te… Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato e hai finalmente guarito la mia cecità». Lo stesso accadrà ancora prima a voi.