Un uomo, una donna, intenti alle proprie occupazioni; Gesù li osserva e vede già oltre, ha già negli occhi l’esito di quei semplici gesti: un grande ed accogliente albero, una pasta pronta per la cottura.

Nei nostri gesti quotidiani sono nascoste potenzialità che il Signore conosce, sa far fiorire e sciogliere nella vita perché si gonfi, non di orgoglio, ma di morbida bontà. Come il seme, unito all’acqua ed all’humus del terreno, come il lievito unito alla farina, all’acqua ed al sale, anche noi siamo chiamati ad espanderci, dilatando il nostro poco. Diventare accoglienza come l’albero, diventare pane buono per la fame dei nostri fratelli.

Apriamo i nostri rami a chi cerca refrigerio e riparo, lasciamoci mangiare da chi ha fame di bene, di consolazione, di giustizia e di pace.