Siamo sentinelle nella notte che scrutano l’orizzonte per scorgere il primo apparire dell’alba, per udire l’approssimarsi di un passo, per distinguere il timbro di una voce, richiamo o sussurro che invita ad andare… Non importa il giorno e l’ora!

Sarà comunque il giorno più bello, quello dell’incontro con l’atteso di sempre. Sarà l’ora della salvezza che ci coglie all’improvviso, mentre aspettiamo trepidanti il compiersi della promessa: non un evento catastrofico e minaccioso, ma l’avvicinarsi silente di colui che ci sorprende nella nostra quotidianità.

Tra gli impegni improrogabili e la fatica di costruire la città degli uomini, potremo gridare la nostra gioia: «Io ti conoscevo per sentito dire; ora i miei occhi ti vedono!» (cfr. Gb 42, 5).