Due porte ci aiutano ad entrare nel significato profondo di questa parabola. La prima ci invita a fermarci sugli interlocutori di Gesù: coloro che presumono di essere giusti e in forza di questa presunzione non danno il giusto valore agli altri. Questa porta ci chiede una grande onestà con noi stessi: non è che talvolta questa intima presunzione è anche nostra? Impedendoci così una sana e bella relazione con le persone che fanno parte della nostra vita?

La seconda porta la troviamo nell’acclamazione al vangelo, che parla della parola della riconciliazione. Questa porta ci chiede di riconoscere qual è la posizione della riconciliazione: non quella del fariseo, pieno di sé, ma quella del pubblicano, che si riconosce peccatore, bisognoso di essere salvato. A noi scegliere!