Oggi la liturgia ci riporta al sì detto da Maria, indispensabile perché l’onnipotente potesse farsi piccolo e diventare l’Emmanuele, il Dio con noi.
Eppure, prima di ricevere l’annuncio, Maria è invitata a rallegrarsi; è salutata come «piena di grazia» a prescindere da ciò che risponderà. Ciascuno di noi riceve grazia non per i propri meriti, per quello che fa, ma anzitutto perché è amato da Dio.
Il sì di Maria ci ricorda che Dio ha bisogno della nostra libera adesione per realizzare il suo progetto d’amore. È un progetto che si concretizza nelle situazioni di ogni giorno, anche se nel quotidiano non sempre è facile cogliere il senso di ciò che il Signore sta annunciando.
Qui avviene l’atto di fede: Maria non dice sì perché intravede una strada chiara, ma perché la proposta viene dal Dio amore.