Così finisce il vangelo secondo Matteo con un errore di traduzione: non fino alla fine del mondo, ma fino al fine del mondo. Il mondo non ha una fine, ma ha un fine.

Essere con è l’attributo fondamentale di Dio, l’Emmanuele; la salvezza dell’uomo è essere in compagnia di Gesù, stare con lui, col Figlio. Questa comunione di lui con noi e di noi con lui è il senso della nostra vita qui e ora, nell’ascolto della parola, nella conoscenza, nell’amore, nel cammino, nella missione. Ed è realtà di tutti i giorni.

Sino a quando questa comunione avrà un fine, cioè sarà compiuta. Il fine del mondo è la rivelazione piena di questa comunione, che già ora è presente nella parola, ma che deve crescere fino quando Dio sarà tutto in tutti.