Son passati circa nove mesi da quando, nel tempio di Gerusalemme, ho manifestato la mia incredulità nei riguardi di quanto mi annunciava Gabriele e sapete come è andata a finire: la sordità del cuore è diventata anche quella degli orecchi, la parola malamente usata mi è stata tolta.

Ho avuto tutto il tempo riflettere ed ora che le promesse di Dio si sono avverate non posso fare a meno di benedirlo con tutta la voce che mi è tornata assieme all’udito. Guardando il piccolo Giovanni intuisco quanto lo Spirito mi suggerisce e lo voglio proclamare a tutti: questo mio bambino preparerà la strada al Signore che viene come sole luminoso nel nostro mondo di tenebre e di morte per rischiarare e convertire menti e cuori umani e indirizzarli a progetti di giustizia, di pace, di vita.