La folla non accetta che Gesù sia il pane disceso dal cielo, che dona la vita eterna; non riconosce la sua origine divina, perché egli è un uomo come tutti.

Ma la straordinaria bellezza della rivelazione cristiana risiede nel fatto che la vita ci viene proprio dall’umanità di Gesù, dalla sua carne offerta per amore. Essa è il dono totale di sé che Dio fa all’uomo, il segno della sua passione infinita per noi. Mangiare la carne, bere il sangue sono espressioni crude, ma molto efficaci: mangiare è assumere e assimilare il cibo, ed è un atto di comunione tra chi dà la vita e chi la riceve.

L’uomo diventa ciò che mangia, o meglio, ciò che ama.
Credere in Gesù, aderire al Figlio di Dio e amarlo, ci fa diventare figli di Dio.