Proviamo ad immaginare la scena: Gesù sta insegnando ai suoi discepoli, poi la confusione, una persona è trascinata e buttata per terra, insultata ad alta voce. È chiara l’accusa: flagrante adulterio. Nessun dubbio: è colpevole, quindi deve morire!

È tutto molto semplice e molto drammatico. In questo rumore la calma di un uomo, mite e umile di cuore. L’invito a guardare anche un’altra verità: sì, c’è il peccato di quella donna, ma c’è il peccato di ciascuno di noi. Lei non è peggio di me: come io sono bisognoso di perdono e di misericordia, così anche lei.

Il Signore non diminuisce la gravità del peccato, ma lo riscatta; perdona perché ama i suoi figli, e anche quando sbagliano i figli restano degni di amore.
Aiuta anche me Signore a sentire il tuo amore che va oltre il mio peccato.