Questo dialogo è tra i più commoventi del vangelo: da una parte il Signore risorto, dall’altra Pietro, il pescatore di Galilea, che aveva lasciato ogni cosa per seguire Gesù, conquistato da quel maestro per il quale sarebbe stato disposto a dare la vita. Ora, sulla riva del lago, di quell’eroe generoso non restano che cocci: è solo un discepolo fallito, dal cuore infedele.

Il giorno della risurrezione è questo: il ritorno di colui che di nuovo, delicatamente, si fa vicino, raccogliendo i suoi dall’abisso del tradimento e del senso di colpa. La sua parola di nuovo raggiunge e rialza, fa verità, suscita pentimento, ma senza risentimento, senza accuse, senza toni punitivi.

La parola del risorto è quella che fa rinascere la certezza di essere amati e riapre l’insperata possibilità di amare.