«Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno» ci fa pregare un salmo. La fame di guarigione ci fa rompere gli indugi, ci spoglia del timore e dal riserbo.

Perché dobbiamo giungere allo stremo delle forze e della speranza per gettare la nostra vita sul Signore, nel Signore? Forse che egli è Signore solo nelle emergenze? Come se portasse scritto: in caso di emergenza azionare la leva, possibilmente a mani giunte… Invece l’Apocalisse ci rivela: «Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e Signore dei signori».

E se è Signore dei signori, lo è sempre.

Ogni mattino ed ogni sera riconosciamo che è lui il Signore a cui consegnare le ore operose e quelle del riposo. Un atto di fede, di fiducia nel bene e nel male della vita.