Nei brani che la liturgia ci propone in questa domenica risuona una parola: tentazione. Eva nel giardino dell’Eden viene tentata dal serpente, Gesù nel deserto viene tentato dal diavolo.

Come si avvicina il tentatore? Guardando ad Eva, si avvicina quando lei si trova nell’abbondanza, «ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare», mentre a Gesù si avvicina nella sua umana debolezza, «alla fine ebbe fame».

In entrambi i casi il fine del maligno è lo stesso: porre dei dubbi nel cuore dell’uomo e mettere in discussione la fiducia in Dio.

Facciamo quindi attenzione a quelle tentazioni che mettono in dubbio la bontà del Signore; se le riconosciamo in noi, ripetiamo le parole di Gesù: «Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».