Un uomo ricco fai suoi calcoli e ragiona tra sé: in un monologo come se la vita presente e futura dipendesse da lui e dai suoi beni.

Gesù lo chiama stolto che significa poco intelligente: non sa leggere dentro la sua vita con uno sguardo più allargato; è chiuso in sé e tra i suoi beni con presunzione e cupidigia. Dio e gli altri non esistono! La ricchezza può dividere dagli altri, far mancare di attenzione e amore verso di loro. «Alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore» (Sal 62, 11).

Ciò che conta non è essere ricchi o poveri, ma è arricchirsi presso Dio, accogliendolo e vivendo il vangelo. Gesù da ricco si è fatto povero per noi, facendoci eredi del regno dei cieli e, in lui, figli del re, figli di Dio. Beati noi se custodiamo questa eredità, preparataci come dono gratuito!