Sono il vostro povero cuore, così restio a dimenticare i torti subiti e facile a non ricordare i favori ricevuti!
I primi sempre sotto la lente di ingrandimento, registrati e rievocati; i secondi con data di scadenza molto breve, una volta concesso che non mi competano di diritto. Le cose vanno bene? Merito del mio ingegno, delle mie fatiche! Le cose vanno storte? Ecco, tutti lì a mettermi i bastoni tra le ruote, Signore compreso. E aumentano gli affanni e le inquietudini… Sarei saggio se chiedessi un paio di orecchi e di occhi per poter ascoltare quelle parole che nel segreto mi rivelano il Padre; per scorgere i segni della provvidenza che sostiene la creazione e guida la storia tra la pena e la gioia di ogni giorno.
Per costruire il mondo che passa, insieme a Colui che rimane buono in eterno!