Dovevo pensarci prima, io esperto delle scritture, a quanto si legge nel salmo 17 sull’agire di Dio: con l’uomo buono, tu sei buono, con il perverso, tu sei astuto.
Credevamo di mettere in scacco Gesù interrogandolo sul tributo a Cesare. Se avesse detto sì, avrebbe perso la stima del popolo; se avesse detto no, potevamo accusarlo presso i romani. Invece è stato lui a mettere in trappola noi, chiarendo che il nostro, più che un pagare, è un rendere, salvaguardando i diritti dello stato e ringraziando Dio per i suoi doni.
Ora sono in crisi: le prime parole dette a Gesù erano di adulazione, ma ora mi accorgo che sono vere. Il suo sguardo e le sue parole mi hanno rivelato la mia meschinità: ha ragione, sono un ipocrita. Lascerò la scuola dei farisei e seguirò lui.