«Tu chi sei?».

Oggi il Vangelo rivolge a ciascuno di noi questa domanda.
Giovanni dice innanzitutto chi non è. Non è possibile dire con precisione chi siamo e chi è l’altro, così da racchiudere noi stessi o gli altri entro un’immagine precostituita. Giovanni si definisce voce, perché non è importante dare una definizione di noi stessi, è importante che la nostra vita sia fondata sulla parola. La voce esiste e trova la sua pienezza solo se portatrice di una parola, così la nostra vita diventa autentica e piena nella misura in cui vive, dipende dalla parola.

Questo vuole essere l’augurio che ci facciamo per questa giornata e per questo inizio di anno: che possiamo essere voce nel contesto in cui viviamo, perché chi ci sta intorno possa ricevere e vedere il verbo che si fa carne.